Alla mattina ti senti più stanca di quando sei andata a dormire?
Hai dolore dappertutto? Ti stanchi per minimi sforzi?
Soffri di gastrite e/o di colite? Hai spesso mal di testa e vertigini?
Sono anni che ti lamenti di questi sintomi, ma nessuno è riuscito a trovare una spiegazione?

Potresti essere una delle milioni di persone nel mondo affette da
SINDROME FIBROMIALGICA
(o FIBROMIALGIA)...
[continua]

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AGOSTO 2008
Meccanismi fisiopatologici nella FM e nelle malattie correlate
Questo articolo riassume le conoscenze attuali sulla fisiopatologia della FM e delle malattie che spesso si associano, come la depressione, l’emicrania e la sindrome del colon irritabile. I fattori di rischio per la FM sono rappresentati da fattori genetici, stimoli ambientali, e disordini neuroendocrini e del sistema nervoso autonomo. I sintomi cardine della FM (dolore diffuso, iperalgesia e allodinia) sono correlati ad una disfunzione dei meccanismi di interpretazione degli stimoli sensoriali. L’ipersensibilità al dolore può inoltre essere peggiorata dalla esposizione a fattori stressanti sia psicosociali che ambientali (Bradley LA. J. Clin. Psychiatry 69 2008 suppl. 2: 6-13).

Esistono evidenze che supportano l’uso dei farmaci antidepressivi nelle malattie reumatiche con dolore cronico?
Lo scopo di questo studio è quello di rivalutare le evidenze a favore dell’uso degli antidepressivi nelle malattie reumatologiche con dolore cronico. Abbiamo pertanto fatto una review di tutti i lavori pubblicati sull’argomento dal 1966 al 2007. L’evidenza più forte di un effetto analgesico degli antidepressivi nelle malattie reumatiche è stata ottenuta per la FM; in misura minore lo stesso effetto si è ottenuto per la lombalgia cronica. Nella Artrite reumatoide, nella Artrite psoriasica e nella Artrosi non esistono evidenze dell’effetto analgesico di questi farmaci. I triciclici a basse dosi hanno lo stesso effetto analgesico degli antidepressivi serotoninergici ma sono meno tollerati. Nelle malattie infiammatorie come la Artrite reumatoide questi farmaci possono essere utili solo per migliorare il sonno. (Perrot S et al. Rheumatology (Oxford) 47 (8) 2008: 1117-1123)

I disturbi del sonno peggiorano i sintomi della FM
Sono stati esaminati 600 pazienti FM riguardo a sonno, dolore, depressione e funzione fisica. Il 96% dei pazienti hanno soddisfatto i criteri di “problem sleeper” all’inizio dello studio ed il 94% dopo un anno. I pazienti con FM presentano numerosi sintomi in particolare dolore, diminuita capacità di svolgere le attività quotidiane, disturbi del sonno e depressione. Non è mai stato chiaro se qualcuno di questi sintomi causava gli altri visto che vengono individuati tutti insieme; molti ricercatori pensano che la depressione sia la causa degli altri sintomi. Questo studio dimostra invece che la depressione si riscontra alla fine di una cascata di sintomi che iniziano con i disturbi del sonno. Tali risultati indicano che la maggior parte di pazienti FM troverebbero giovamento da un trattamento dei disturbi del sonno che sarebbe in grado di ridurre il dolore, migliorare la funzione fisica e ridurre la depressione. (Bigatti SM et al. Arthritis Rheum 59 2008: 961-967)


LUGLIO 2008
Efficacia del raloxifene nel trattamento della FM nelle donne in età post-menopausale
Questo studio mette a confronto il raloxifene (farmaco utilizzato nel trattamento della osteoporosi post-menopausale) con il placebo nel trattamento della FM. Sono state arruolate 100 pazienti in post-menopausa affette da FM, delle quali 50 sono state trattate con raloxifene 60 mg al dì e 50 con placebo per 16 settimane. Il gruppo trattato con raloxifene ha presentato una risposta superiore al placebo nei vari parametri considerati: diminuzione di dolore ed astenia, miglioramento del sonno, diminuzione dei tender points e ripresa delle attività quotidiane. In conclusione il raloxifene è superiore al placebo nel trattamento della FM. (Sadreddini S et al. Eur J Intern Med 19 (5) 2008: 350-355)

Studio randomizzato, controllato, in doppio cieco pregabalin contro placebo nella FM
Studio di 14 settimane con pregabalin a 3 dosaggi (300, 450 o 600 mg al dì) contro placebo in 750 pazienti con FM. Al termine dello studio tutte e 3 le dosi di pregabalin avevano migliorato il sonno, mentre solo nel gruppo 450 e 600 mg erano migliorati anche il dolore e i sintomi complessivi della FM. (Arnold LM et al. J Pain 2008: pubblicato online)

Trattamento farmacologico della FM
Sono state sviluppate delle linee guida per il trattamento della FM da un gruppo di studio interdisciplinare che comprende 10 associazioni tedesche che si occupano di tale patologia. E’ stata eseguita una revisione sistematica della letteratura che comprende tutti i lavori randomizzati e controllati. Le evidenze maggiori emerse sono quelle riguardo il trattamento a breve termine con amitriptilina con fluoxetina e con duloxetina (Sommer C et al. Schmerz 22 (3) 2008: 313-323)

Il punto di vista dei pazienti sull’impatto della FM nella vita quotidiana
Lo studio è stato condotto su 48 donne affette da FM per valutare l’impatto della FM sulla loro qualità di vita. Le pazienti hanno individuato dei gruppi di sintomi che influenzano maggiormente la loro vita: dolore, alterazioni del sonno, astenia, depressione, ansia e deficit cognitivi. La FM ha un effetto negativo dal punto di vista sociale e lavorativo. Le pazienti riferiscono infatti peggioramento delle relazioni con familiari ed amici, isolamento sociale, diminuzione delle attività quotidiane, sospensione della attività fisica, interruzione della carriera lavorativa. (Arnold LM et al. Patient Educ Couns 2008: pubblicato online)

Utilizzo di risorse sanitarie da parte dei pazienti con FM in Germania
Si tratta di uno studio retrospettivo utilizzando un database dei medici di medicina generale in Germania per verificare l’utilizzo di risorse sanitarie da parte dei pazienti con FM rispetto ad un gruppo di controllo. Sono state valutate: le co-morbidità, l’uso di farmaci per il dolore, il numero di viste presso il medico generalista, il numero di visite specialistiche ed il numero di assenze dal lavoro. Sono stati inclusi 4983 pazienti FM e 4983 controlli. L’età media era 58 anni e 87% dei pazienti erano di sesso femminile. La prevalenza di co-morbidità era maggiore nei pazienti FM in particolare la depressione (20% vs. 5%); più pazienti FM avevano ricevuto farmaci antidolorifici 867% vs. 28%); le visite dal medico generalista erano il doppio nei pazienti FM; le assenze dal lavoro erano superiori nei pazienti FM (0,6% vs. 0,3%). (Berger A et al. Curr Med Res Opin 2008: pubblicato online)

Il dolore nella FM e la sua modulazione da parte della ipnosi: uno studio con RM funzionale

Le suggestioni in uno stato di ipnosi possono modulare l’esperienza soggettiva del dolore. Non è chiaro se le stesse suggestioni date fuori dall’ipnosi sono egualmente efficaci. Per chiarire tale dubbio, abbiamo dato suggestioni con ipnosi e senza ipnosi ad un gruppo di pazienti mentre svolgevano la RM cerebrale funzionale per aumentare e diminuire l’esperienza del dolore in pazienti con FM. Le suggestioni sia ipnotiche che non ipnotiche hanno portato ad una significativa variazione nella percezione del dolore, anche se molti pazienti hanno presentato una maggiore riduzione del dolore sotto ipnosi. In rapporto alle variazioni del dolore sono risultate attivate le seguenti aree cerebrali: cervello medio, cervelletto, talamo, corteccia sensitiva primaria e secondaria, insula e corteccia prefrontale. Il grado più marcato di attivazione dopo suggestione ipnotica si è notato in: insula, cervelletto, corteccia cingolata anteriore, corteccia parietale inferiore. I nostri risultati sono quindi a favore di una maggiore efficacia delle suggestioni ipnotiche. Dimostrano anche un diretto coinvolgimento di un network di aree cerebrali che fanno parte della “pain neuromatrix” nell’origine del dolore nella FM. (Derbyshire SW et al. Eur J Pain 2008: pubblicato online)


GIUGNO 2008
ESTRATTI DAL CONGRESSO EULAR (LEGA EUROPEA CONTRO I REUMATISMI) - PARIGI DAL 11 AL 14 GIUGNO 2008

  1. Come e perché prescrivere attività fisica ai pazienti FM: la FM è caratterizzata da dolore cronico ed astenia. Numerosi studi hanno dimostrato che i pazienti FM possono trarre beneficio da una moderata attività fisica, come il camminare e gli esercizi in acqua. I nostri dati dimostrano che i pazienti con dolore moderato e con minore stress ottengono i risultati migliori. (K Mannerkorpi et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II): 249)
  2. Il trattamento con pregabalin è associato a miglioramento del dolore indipendentemente dalla presenza di sintomi di ansia o depressione: risultati da 3 studi randomizzati: un totale di 2011 pazienti FM sono stati esaminati in 3 studi randomizzati, trattati con 150, 300, 450 o 600 mg di pregabalin al dì. Il pregabalin ha dimostrato di ridurre il dolore rispetto al placebo a 300, 450 e 600 mg al dì. Ai dosaggi maggiori si è notata anche una diminuzione dell’ansia e della depressione. La risposta sul dolore era indipendente dai livelli basali di ansia e depressione. (L Arnold et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):249)
  3. Persistenza della risposta a un anno nei pazienti FM trattati con milnacipran: il milnacipran è un doppio inibitore del riassorbimento di noradrenalina e serotonina con azione maggiore sulla noradrenalina che si è dimostrato efficace nel trattamento della FM in 2 studi controllati. Questo studiosa verificato la efficacia e tollerabilità a lungo termine del farmaco. Sono stati arruolati 449 pazienti che hanno proseguito con 200 mg al dì o hanno ridotto la dose a 100 mg al dì. Il 67% dei pazienti ha terminato lo studio: in tutti i pazienti si è mantenuta l’efficacia su 12 mesi per i seguenti parametri: dolore, impressione globale del paziente, rigidità, astenia e depressione. Gli effetti collaterali più comuni sono stati: nausea (18%), sinusite, cefalea, ipertensione e sudorazione. (L Arnold et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):249)
  4. Coesistenza di patologia psichiatrica in pazienti italiani con FM: numerosi studi suggeriscono un aumentata frequenza di patologie psichiatriche nei pazienti con FM e ipotizzano una possibile correlazione tra la eziopatogenesi della FM e di tali patologie. Abbiamo arruolato 358 pazienti con FM con età media di 51 anni. Di questi 358 pazienti, 235 presentavano alla anamnesi una patologia psichiatrica di lunga durata (172 depressione maggiore; 63 disturbo d’ansia tra cui 43 attacchi di panico; 3 disturbi del comportamento alimentare). Al momento della visita però solo 126 pazienti presentavano una patologia psichiatrica. In conclusione il 64% dei pazienti FM ha una storia di patologia psichiatrica, ma solo il 34% la presenta al momento della visita. Questo suggerisce che l’espressione clinica della FM è indipendente dalla co-morbidità psichiatrica. (L Bazzichi et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):251)
  5. Milnacipran nel trattamento della FM: uno studio multicentrico europeo, randomizzato, controllato, in doppio cieco: 884 pazienti con FM senza associata depressione sono stati randomizzati a ricevere placebo (449) o milnacipran 200 mg al dì (235) per 12 settimane. Al termine dello studio il milnacipran ha dimostrato un significativo miglioramento in tutti i parametri considerati ed un netto miglioramento della qualità della vita (JC Branco et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):251).
  6. Aumentato rischio di patologia cardiovascolare nei pazienti FM: uno studio danese di follow-up: sono stati riportati un aumentato rischio di patologia cardiovascolare ed una co-morbidità cardiovascolare nei pazienti con FM. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare l’incidenza di patologia cardiovascolare in un gruppo di pazienti con FM ricoverati in ospedale, rispetto alla popolazione generale. Dal 1984 al 1999 abbiamo individuato 1361 pazienti con verosimile FM dai registri ospedalieri. In 84 pazienti FM di sesso maschile è stato osservato un aumentato rischio di patologia cardiovascolare, soprattutto in quelli di età < 50 anni. Nelle pazienti di sesso femminile l’aumento del rischio era meno evidente. (L Dreyer et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):251).
  7. Sicurezza e tollerabilità ad un anno della duloxetina in pazienti con FM: lo scopo dello studio era di valutare la sicurezza e la tollerabilità della duloxetina 60 o 120 mg per almeno un anno nella FM. Sono stati arruolati 350 pazienti di cui 74 (21,1%) hanno sospeso per effetti collaterali il farmaco: insonnia 2.6%, vomito 2%, diarrea 1,4%, vertigini 1,4%, nausea 1,4%. Tra gli effetti collaterali che non hanno portato a sospendere il farmaco e che hanno interessato il 15% dei pazienti: nausea 40%, cefalea 29%, insonnia 19%, vertigini xerostomia 17%. (AS Chappel et al. Ann Rheum Dis 2008; 67(Suppl II):253).
  8. Trattamento dei pazienti con FM in medicina generale: utilizzo di risorse sanitarie e non sanitarie in Spagna: l’obiettivo dello studio era di analizzare l’impiego di risorse sanitarie e non da parte dei pazienti FM in ambito di medicina generale e di calcolare il costo par paziente/anno utilizzando un database computerizzato. Su 63.526 pazienti hanno soddisfatto i criteri per la FM 1.081 soggetti (1,7%). Il costo annuo dei pazienti FM era del 135% superiore agli altri pazienti (3.165 € contro 1.347 €). Tutte le componenti del costo totale erano più elevate nella FM, ma la sola spesa per i farmaci rappresentava il 19% dei costi. (A Sicras et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):257).
  9. Diminuzione dei costi sanitari dopo diagnosi di FM in Francia: la prevalenza della FM in Francia è del 1,4%. Abbiamo cercato di valutare le risorse mediche utilizzate per la gestione dei pazienti FM in un periodo di 4 anni per vedere come cambiavano prima e dopo la diagnosi di FM. La nostra analisi conferma i risultati già ottenuti in Gran Bretagna e cioè che la diagnosi di FM porta ad una netta riduzione delle risorse utilizzate e dei costi di gestione. Il risparmio che risulta da una diagnosi precoce è di 148 euro per paziente per anno per il Sistema Sanitario. Il risparmio maggiore è relativo a: visite 60%, test diagnostici 23% e farmaci 12%. La diminuzione delle visite inizia subito dopo la diagnosi e prosegue negli anni. Riguardo ai farmaci ed alle visite dal medico di medicina generale, la spesa è superiore nei pazienti diagnosticati rispetto ai non diagnosticati solo nei primi 2 anni. In conclusione in Francia i pazienti FM sono circa 680.000 ed una diagnosi precoce nel 50% dei casi porta ad un risparmio di 50.3 milioni di euro per il Sistema Sanitario. (Y Maugars et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):258).
  10. Prevalenza della FM in Germania: tutti i pazienti giunti a visita reumatologica presso l'Ospedale di Monaco in un periodo di 30 giorni sono stati valutati con il London Fibromyalgia Epidemiology Study - Screening Questionnaire. Il 52,6% dei pazienti sono risultati affetti da Dolore cronico diffuso, il 16,4% affetti da FM. Estendendo i risultati alla popolazione generale, la prevalenza della FM è pari al 5,8%, che aumenta al 7,5% nelle sole donne. La prevalenza aumenta con l'età. (M Spaeth et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):259).
  11. Prevalenza della FM in Gran Bretagna: è stato valutato un campione di 1500 pazienti con il London Fibromyalgia Epidemiology Study - Screening Questionnaire. La prevalenza della FM è stata stimata nel 2,8%. (K Rouè-Le Lay et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):259).
  12. Prevalenza della FM in Russia: è stato valutato un campione di 1500 pazienti con il London Fibromyalgia Epidemiology Study - Screening Questionnaire. La prevalenza della FM è stata stimata nel 5,9%, pari a 7 milioni di pazienti FM in Russia. (EL Nasonov et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):295).
  13. Approccio psicologico al trattamento della FM: è stato valutato un campione di 1000 pazienti con il London Fibromyalgia Epidemiology Study - Screening Questionnaire che è stato somministrato per via telefonica. La prevalenza della FM è stata stimata nel 1,4%. (R Geenen et al. Ann Rheum Dis 2008;67(Suppl II):41).

MAGGIO 2008
Trattamento della FM e delle associate patologie psichiatriche Una parte dei pazienti FM presenta una associazione con patologie psichiatriche, che possono rappresentare un dilemma diagnostico e richiedere ulteriori trattamenti per ottimizzare la risposta del paziente. La contemporanea presenza di patologie psichiatriche influenza negativamente la gravitÓ ed il decorso della FM. Possono essere utilizzate sia terapie farmacologiche che non-farmacologiche (cognitivo-comportamentali ed esercizi aerobici). (Arnold LM. J. Clin Psychiatry 69 2008 suppl. 2: 14-19).


AGOSTO 2007
Aumentate concentrazioni sieriche di fattore neurotrofico di derivazione cerebrale (BDNF) in pazienti fibromialgici con o senza depressione e terapia con antidepressivi.
La FM è ancora oggi spesso considerata una patologia psicosomatica. Tuttavia la aumentata sensibilità agli stimoli dolorosi nella FM è ben documentata. Il dolore che viene avvertito a livello della muscolatura è correlato ad alterazioni nella matrice cerebrale. il fattore neurotrofico di derivazione cerebrale (BDNF) è una proteina endogena coinvolta nella sopravvivenza le cellule nervose e nella plasticità sinaptica del sistema nervoso centrale e periferico. Numerose evidenze provano che il BDNF prende parte alla plasticità strutturale e funzionale delle vie nocicettive a livello del sistema nervoso centrale e del midollo spinale. Inoltre il rilascio del BDNF sembra modulare le afferenze nocicettive e la iperalgesia. In questo studio abbiamo valutato se il BDNF è coinvolto nella FM. Abbiamo studiato 41 pazienti fibromialgici confrontati con 45 controlli. Le concentrazioni medie nel siero di BDNF erano nettamente aumentate nei pazienti fibromialgici (19,6 ng/ml) rispetto ai controlli sani (16,8 ng/ml). Inoltre le concentrazioni di BDNF nei pazienti fibromialgici erano indipendenti da: età, sesso, durata di malattia, preesistente sindrome depressiva e terapia con antidepressivi a basso dosaggio. In conclusione, i risultati di questo studio dimostrano che il BDNF può essere coinvolto nella fisiopatologia della FM. (Laske C et al. Journal of psychiatric research 41 2007: 600-605).

Effetti della ipnosi sul dolore fibromialgico: confronto tra ipnosi e rilassamento.
Gli scopi di questo studio sperimentale sono: 1. confrontare gli effetti della analgesia su base ipnotica rispetto analgesia da rilassamento sul dolore 2. confrontare gli effetti delle tecniche di rilassamento quando esse sono presentate come "ipnosi" oppure come "tecniche di rilassamento".
45 pazienti affetti da fibromialgia sono stati assegnati in modo casuale ai seguenti tre gruppi: 1. ipnosi con suggestioni di rilassamento 2. ipnosi con suggestioni di analgesia 3. rilassamento.
I risultati dimostrano che: 1. l'ipnosi seguita da suggestioni di analgesia ha la maggiore efficacia sul dolore rispetto all'ipnosi seguita da suggestioni di rilassamento 2. l'effetto dell'ipnosi seguita da suggestioni di rilassamento non è superiore al solo rilassamento.
Vengono poi discusse le implicazioni di questo studio sulla comprensione dell'importanza delle suggestioni utilizzate in ipnosi e sulle differenze e similitudini tra ipnosi con suggestioni di rilassamento e semplice rilassamento. (Castel A et al. European Journal of Pain 11 2007: 463-468)


GIUGNO 2007
ESTRATTI DAL CONGRESSO EULAR (LEGA EUROPEA CONTRO I REUMATISMI) - BARCELLONA DAL 13 AL 16 GIUGNO 2007

  1. Prevalenza della FM in Brasile: lo studio ha valutato la prevalenza della FM in una popolazione di San Paolo del Brasile. Sono stati intervistati 768 pazienti, di cui 304 sono stati visitati con la ricerca dei tender points. La prevalenza della FM era complessivamente del 4,4%. (A. Assumpção et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):653)
  2. Prevalenza della FM in Portogallo: è stato somministrato un questionario di screening ad un campione di popolazione di 1000 individui contattati telefonicamente. In caso di positività del questionario il paziente è stato visitato dalla reumatologo. La prevalenza complessiva della FM è risultata essere del 3,6% (5,3% fra le donne e 1,7% tra gli uomini). (JC Branco et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):426)
  3. Prevalenza della FM in Spagna: è stato somministrato un questionario di screening ad un campione di popolazione di 1000 individui contattati telefonicamente. In caso di positività del questionario il paziente è stato visitato dalla reumatologo. La prevalenza complessiva della FM è risultata essere del 2,4% (3,7% fra le donne e 0,7% tra gli uomini). (J Carbonell et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):426)
  4. Funzionalità delle ghiandole lacrimali e salivari in pazienti con FM primaria: i pazienti con FM spesso riferiscono secchezza degli occhi e della bocca. Scopo di questo studio è stato quello di valutare la prevalenza della secchezza nella FM e di valutare la funzionalità delle ghiandole lacrimali e salivari. 38 pazienti con FM e 15 controlli sono stati studiati. Secchezza degli occhi è stata trovata in 23 pazienti, secchezza della bocca in 20 pazienti e secchezza di entrambe in 22 pazienti. Gli studi mediante scintigrafia parotidea e test per la lacrimazione hanno documentato disfunzione delle ghiandole anche in pazienti che non presentavano sintomi. in conclusione questo studio conferma la frequenza di alterazioni delle ghiandole lacrimali e salivari nei pazienti con FM anche in assenza di sintomi. (B Erbas et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):424)
  5. Efficacia della idroterapia nel trattamento della FM: si tratta di una revisione sistematica di tutti i lavori controllati relativi al trattamento idroterapico della FM. La ricerca è stata fatta su 10 banche dati dal 1990 al 2006; sono stati individuati 10 studi controllati randomizzati di buona qualità.Nonostante alcune limitazioni metodologiche, dagli studi emerge una forte evidenza della efficacia della idroterapia nel trattamento della FM. (JG McVeigh et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):427).
  6. Differenze nel flusso cerebrale regionale tra i due sessi nella FM: il nostro obiettivo è stato quello di individuare le differenze neuroradiologiche tra maschi e femmine nella FM. 21 coppie di pazienti con FM sono state sottoposte a SPECT (Tomografia computerizzata ad emissione di fotoni).lo studio ha confermato la ipoperfusione di talamo e nucleo caudato già osservata in altri lavori, inoltre ha riscontrato ipoperfusione a livello della corteccia cerebrale. Le differenze riscontrate tra i due sessi sono le seguenti: nel sesso femminile di ipoperfusione di aree frontali e prefrontali; nel sesso maschile ipoperfusione delle regioni parietali ed occipitali. Questo studio conferma l'ipotesi che la iperalgesia nella FM sia correlata a disfunzione del sistema nervoso centrale. (JJH Chen et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):561).
  7. Uso della risonanza magnetica e della spettroscopia con fosforo 31 per lo studio del metabolismo muscolare in pazienti con FM: 8 pazienti affetti da SFM e 30 volontari sani sono stati sottoposti a spettroscopia mediante RM a riposo e durante sforzo per valutare il metabolismo muscolare. Nessuna differenza statisticamente significativa è stata registrata nel metabolismo muscolare sia a riposo che dopo sforzo. Tuttavia l’indice di efficacia muscolare (MEI), cioè la capacità di trasformare l’energia chimica in meccanica, era significativamente ridotto nei pazienti SFM (1,25) rispetto ai controlli (2,46). Due pazienti presentavano un indice particolarmente basso (0,3 e 0,4). Questi risultati suggeriscono una sindrome da decondizionamento senza un danno muscolare primitivo e giustificano l’importanza di una riabilitazione aerobica. (D Maquet et al. Ann Rheum Dis 2007; 66(Suppl II):424).
  8. Conseguenze in economia sanitaria della diagnosi di FM: scopo dello studio è stato quello di valutare le conseguenze economiche della diagnosi di FM. Dopo la diagnosi di FM si osserva un netto calo della spesa sanitaria in particolare dovuto alla minor prescrizione di esami. L'andamento della riduzione di spesa è lineare nel tempo aumentando col passare dei mesi.Per quanto riguarda i farmaci la diminuzione di spesa è più esponenziale ma il risparmio complessivo è minore. Relativamente alle visite specialistiche l'andamento e lo stesso degli esami. La conclusione di questo studio è che una diagnosi precoce di FM evita costi di visite specialistiche ed esami, portando ad un netto risparmio in campo sanitario. (L Annemans et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):425).
  9. Studio neuroradiologico mediante PET nella FM: 11 pazienti di sesso femminile affette da FM sono state studiate mediante PET con glucosio marcato. Le immagini sono state confrontate con quelle di 11 soggetti sani. Nei pazienti FM è stato documentato un aumentato metabolismo del glucosio nel talamo e nel lobo posteriore del cervelletto. Nello stesso tempo è stato notato un ridotto metabolismo nel lobo frontale e anteriore del cervelletto. Questo studio dimostra che la iperalgesia nelle pazienti FM dipende da un alterato metabolismo del glucosio nel sistema nervoso centrale. (JJH Chen et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):562).
  10. Efficacia della terapia con magnesio nella FM: nella FM si ritiene che la ipossia locale e il deficit di ATP siano importanti nella patogenesi della malattia. Il magnesio è un elemento che gioca un ruolo importante nella sintesi di ATP ed è estremamente importante per un corretto metabolismo del muscolo insieme al calcio. Ci sono numerosi studi che suggeriscono che i livelli di magnesio siano diminuiti nei pazienti FM. Tuttavia la efficacia clinica della monoterapia con magnesio nella FM non è mai stata valutata. In questo lavoro abbiamo valutato l'efficacia clinica della terapia con magnesio nella FM. 25 pazienti FM sono stati trattati con citrato di magnesio 1200 mg al dì per via orale per due mesi. Al termine della terapia si è verificato un netto miglioramento nel numero dei tender points, nel dolore a riposo e dopo sforzo e miglioramento del FIQ. i livelli plasmatici ed urinari del magnesio non si sono modificati. (Y Turan et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):423).
  11. Capillaroscopia nei pazienti con FM: si pensa che un deficit del microcircolo sia importante nella patogenesi della FM. Per questo motivo abbiamo valutato la capillaroscopia ed eventuali associazioni con i sintomi della malattia.Sono stati inclusi nello studio 64 pazienti con FM e 31 controlli. I pazienti FM presentano un numero minore di capillari rispetto ai controlli, inoltre è diminuito anche il diametro di capillari. Il diametro dei capillari correla statisticamente con la funzione fisica al FIQ, non sono state identificate altre correlazioni cliniche. (H Kim et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):61).
  12. Effetto di un programma di auto-aiuto comprendente lo stretching nella FM: 21 pazienti FM e 19 controlli sono stati arruolarti in questo programma di auto aiuto. Il programma prevedeva una seduta di 2 ore una volta alla settimana per sei settimane. al termine del programma pazienti Fm presentavano diminuzione del numero dei tender points, del dolore, della stanchezza, dell'ansia, della depressione, della rigidità e miglioramento del sonno. (W Bak et al. Ann Rheum Dis 2007;66(Suppl II):425).

MAGGIO 2007
Studio randomizzato controllato sull’utilizzo di paroxetina a rilascio controllato nella FM: 116 pazienti FM, che non presentavano sintomi di ansia o depressione, sono stati arruolati in uno studio randomizzato, controllato in doppio cieco, della durata di 12 settimane per valutare l’efficacia di paroxetina a rilascio controllato a dosaggi variabili da 12.5 a 62.5 mg al dì. Il primo obiettivo era la riduzione > 25% del punteggio del FIQ; altri obiettivi erano variazione nel punteggio del FIQ < 25%, variazione dei punteggi di severità clinica, della VAS, del n. di tender points e del punteggio di disabilità. L’obiettivo primario è stato raggiunto nel 57% dei trattati rispetto al 33% dei controlli (p=.016). Anche la riduzione del punteggio di severità clinica è stata significativamente superiore nel gruppo trattato con paroxetina. La dose media di paroxetina usata è stata di 39 mg al dì. (AA Patkar et al. Am J Med 2007 120 (85): 448-454).


OTTOBRE 2006
Il deficit di Vitamina D è associato ad ansia e depressione nella FM: alcuni studi hanno riportato un deficit di vitamina D. nei pazienti FM ma non sono state fatte correlazioni cliniche. Abbiamo studiato 75 pazienti FM sottoposti a dosaggio della vitamina D. e compilazione di FIQ e i questionari per ansia e depressione. Solo il 30,7% di pazienti FM avevano livelli normali di vitamina D., mentre il 56% aveva livelli insufficienti e il 13,3% un netto deficit. I pazienti con un deficit di vitamina D. i livelli insufficienti presentavano punteggi maggiori di ansia e depressione rispetto ai pazienti con livelli normali. (DJ Armstrong et al. Clin Rheumatol 12 2006: 150-154).


SETTEMBRE 2006

SPECT con Tc99m-ECD nella FM: sono stati studiati 18 pazienti FM e 10 controlli sani in condizioni basali, senza applicare stimoli algogeni mediante SPECT con Tc99m-ECD: questo isotopo permette una migliore valutazione rispetto al precedente (Tc99m-HMPAO) delle aree cerebrali ad alto flusso e del loro metabolismo. E’ stata dimostrata una ipoperfusione della corteccia somatosensoriale e della corteccia del cingolo, temporale media e cerebellare. Queste zone sono deputate in parte nella elaborazione sensoriale dello stimolo doloroso e in parte nella reazione affettiva al dolore. Poiché le terapie farmacologiche e non farmacologiche agiscono in modo diverso su queste due componenti del dolore, si può ipotizzare che la SPECT possa rappresentare un utile strumento per guidare la strategia terapeutica nel singolo paziente e per il follow-up della risposta terapeutica. (E Guedj et al. Eur J Nucl Med Mol Imaging 34 2007: 130-134).

Utilizzo della venlafaxina nel trattamento del dolore, dell'ansia e della depressione nella FM: sono stati inclusi nello studio 21 pazienti FM valutati per i sintomi di ansia depressione e dolore e quindi trattati con una dose fissa di venlafaxina 75 mg al dì. I pazienti sono stati controllati dopo cinque e dopo 10 settimane di trattamento. Si è dimostrato un significativo miglioramento della intensità media del dolore e nei punteggi di ansia depressione sia alla quinta che alla decima settimana. Il miglioramento del dolore dei sintomi ansiosi depressivi sono stati indipendenti l'uno dall'altro. In conclusione la venlafaxina è un farmaco efficace nella terapia della FM. (B Evren et al. The Pain Clinic 18,2 2006: 167-173).


AGOSTO 2005
Prevalenza della FM nei pazienti affetti da psoriasi

1269 pazienti affetti da psoriasi sono stati valutati per la presenza di sintomi muscolo-scheletrici che sono stati riscontrati nel 26% dei casi (33% delle donne e 18.5% degli uomini). Complessivamente l’ 8.5% dei pazienti (13% delle donne) pari a 105 soggetti soddisfaceva i criteri per la FM. Nei 105 pazienti con FM la diagnosi era già stata fatta in precedenza solo in 54. Questo studio dimostra la alta prevalenza di FM nei soggetti con psoriasi; le pazienti di sesso femminile con sintomi di psoriasi e dolore muscolo-scheletrico sembrano rappresentare un sottogruppo che richiede studi più approfonditi. (Thune PO. The prevalence of fibromyalgia among patients with psoriasis. Acta Derm Venereol. 2005;85(1):33-7. ).


LUGLIO 2005
Trattamento con deidroepiandrosterone (DHEAS) in donne affette da FM

Molti pazienti FM presentano bassi livelli plasmatici di DHEAS. Per tale motivo 52 pazienti FM sono stati randomizzati a ricevere DHEAS 50 mg al dì o placebo per 3 mesi con un intervallo di un mese tra un trattamento e l’altro. Al termine del trattamento i livelli plasmatici di DHEAS sono triplicati, ma non si è verificato nessun miglioramento di dolore, stanchezza, ansia, depressione. In conclusione la terapia con DHEAS è inefficace nella FM. (Finckh A et al. A randomized controlled trial of dehydroepiandrosterone in postmenopausal women with fibromyalgia. J Rheumatol. 2005 Jul;32(7):1336-40).


LUGLIO 2005
Alfa-1-antitripsina e FM: nuovi dati in favore della ipotesi infiammatoria della FM

La alfa-1-antitripsina (AAT) è una proteina ad attività antinfiammatoria presente nel siero. Recentemente è stato segnalata la presenza di FM in 2 soggetti con deficit congenito di AAT, nei quali la sintomatologia è regredita dopo somministrazione per via endovenosa di AAT purificata. Alcuni studi hanno poi documentato l’aumento dei marcatori della infiammazione nel siero e nelle biopsie di pazienti FM. Poiché molti di questi mediatori della flogosi possono essere inibiti dalla AAT è verosimile che almeno un sottogruppo di FM siano correlabili ad un processo infiammatorio dovuto ad uno sbilanciamento tra fattori infiammatori ed antinfiammatori a livello dei tessuti. (Blanco LE et al. Alpha1-antitrypsin and fibromyalgia: new data in favour of the inflammatory hypothesis of fibromyalgia. Med Hypotheses. 2005;64(4):759-69).


GIUGNO 2005
Terapia termale nella FM: studio randomizzato e controllato

30 donne affetta da FM sono state assegnate ad un gruppo sottoposto a terapia termale per 2 settimane, associata alla terapia già in corso, o ad un gruppo di controllo. Le pazienti trattate hanno presentato miglioramento dei parametri considerati (dolore, stanchezza, qualità della vita) che è durato per 6 mesi rispetto al gruppo di controllo. (Donmez A et al. SPA therapy in fibromyalgia: a randomised controlled clinic study. Rheumatol Int 2005 Jun 17).


GIUGNO 2005
ESTRATTI DAL CONGRESSO EULAR (LEGA EUROPEA CONTRO I REUMATISMI) - VIENNA DAL 8 AL 11 GIUGNO 2005

  1. FM: uno studio epidemiologico europeo
    Lo scopo dello studio era di stimare la possibile prevalenza della FM nella popolazione generale adulta in Europa. Un questionario è stato somministrato telefonicamente a 2500 soggetti (1000 in Francia ed in Italia e 500 in Portogallo). E’ stato poi applicato un fattore correttivo per ottenere la prevalenza possibile di malattia. Sulla base di questi calcoli la prevalenza stimata della FM è risultata essere del 4.3% in Francia (6.1 nelle donne), del 6.09 in Portogallo (8.7 nelle donne) e del 4.1 in Italia (6.9 nelle donne). (Branco JC et al. Fibromyalgia syndrome: a european epidemiological survey. Abstract SAT0452).

  2. La duloxetina nel trattamento della FM – Risultati di due studi clinici
    Vengono riportati i risultati di 2 studi randomizzati in doppio cieco contro placebo nei quali sono stati complessivamente trattati 326 pazienti FM versus 212 controlli. In alcuni pazienti era presente uno stato depressivo associato. Il dosaggio utilizzato variava da 60 a 120 mg al dì. In ambedue gli studi i pazienti trattati hanno presentato un significativo miglioramento del dolore e della qualità della vita indipendentemente dagli effetti sulla depressione e sulla ansia. Gli effetti collaterali nei pazienti trattati sono stati pari a quelli del gruppo placebo. (Arnold LM et al. Duloxetine in the treatment of fibromyalgia in women – Results from two clinical trials. Abstract OP0058).

  3. Effetti della attività fisica sulla qualità del sonno in donne con FM
    29 pazienti FM hanno partecipato ad un programma di attività motoria in acqua alla temperatura costante di 32°, 3 volte alla settimana per 16 settimane, come controlli sono state utilizzate 24 donne che non hanno svolto alcuna attività fisica. Al termine del programma si è osservato un miglioramento significativo sia della durata che della qualità del sonno, mentre nel gruppo di controllo si è osservato un netto peggioramento di tutti i parametri. (Munguia Izquierdo D et al. Effects of physical activity on sleep quality in middle-aged womwn with fibromyalgia Abstract FRI0282).

  4. Attività sessuale nei pazienti FM. Valutazione dei fattori associati
    31 pazienti FM rispetto a 25 pazienti con Artrite Reumatoide e 19 controlli sono stati studiati mediante test di valutazione per il dolore, l’attività sessuale, la depressione e l’ansia. Il 97% dei pazienti FM presentava uno score di attività sessuale al di sotto della norma e significativamente più basso rispetto ai pazienti con Artrite Reumatoide. La diminuzione dell’attività sessuale correlava con il grado di depressione. (Casado E et al. Sexual activity in patients with fibromyalgia. Evaluation of associated factors. Abstract FRI0294).

  5. Frequenza di anticorpi anti-tiroide nei pazienti con FM e loro rapporto con i sintomi
Sono stati studiati 82 pazienti FM, 30 pazienti con Artrite Reumatoide e 21 controlli sani, determinando gli anticorpi anti-tiroide. La frequenza di tali anticorpi è risultata molto maggiore nei pazienti FM (42%) rispetto ai controlli (19%), paragonabile a quella dei pazienti con Artrite Reumatoide (43%). Inoltre il titolo degli anticorpi anti-tireoglobulina correlava con l’intensità del dolore. (Pamuk ON et al. The frequency of thyroid antibodies in fibromyalgia patients and their relationship with shymptoms. Abstract FRI0295).




APRILE 2005
Pregabalin nella terapia della FM: studio randomizzato in doppio cieco contro placebo
529 pazienti FM sono stati randomizzati a ricevere pregabalin 150, 300 o 450 mg al dì oppure placebo per 8 settimane. Al termine dello studio i pazienti che hanno ricevuto pregabalin 450 al dì hanno presentato significativa riduzione del dolore e della stanchezza, inoltre è migliorata la qualità del sonno. L’effetto collaterale più frequente è stata la sonnolenza, ma la percentuale di sospensione è stata pari a quella del gruppo placebo. In conclusione nella FM il pregabalin è risuoltato più eficace del placeo e ben tollerato. (Crofford LJ et al. Pregabalin for the treatment of fibromyalgia sindrome: results of a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Arthritis Rheum 2005; 52: 1264-73).


FEBBRAIO 2005
La sindrome da stanchezza cronica (CFS) e la FM sono correlate alla allergia?
Ci sono nuove evidenze emergenti che nella FM e nella CFS reazioni allergiche a cibi o a componenti dei cibi possono essere associate ad alterazioni comportamentali che possono giocare un ruolo in queste patologie. La comprensione delle risposte crociate coinvolte nel network sistema nervoso-endocrino-immunitario è essenziale per capire la fisiopatologia di queste malattie. (Bellanti JA et al. Are attention deficit hyperactivity disorder and chronic fatigue sindrome allergy related? What is fibromyalgia? Allergy Asthma Proc. 2005; 26(1): 19-28.)


FEBBRAIO 2005
Studio della reattività cardiovascolare nella fibromialgia
Un gruppo di 30 pazienti FM ed un gruppo di controllo di 30 pazienti con altre malattie reumatiche sono stati sottoposti a tilt test con studio della frequenza cardiaca durante il test ed a riposo. Nessuna differenza significativa è stata riscontrata relativamente alla frequenza cardiaca nei pazienti e nei controlli. Questo studio conferma quindi che non esiste uno specifico pattern di reattività cardiovascolare associato alla FM. (Naschizt JE et al. Cardiovascular reactivity in fibromyalgia: evidence for pathogenic heterogeneity. J Rheumatol. 2005 Feb;32(2):335-39).


GENNAIO 2005
Alterazioni microcircolatorie in pazienti con FM misurate mediante capillaroscopia e laser doppler
Sono stati valutati 10 pazienti FM confrontati con 3 gruppi di controllo (10 controlli sani, 10 pazienti con artrite reumatoide e 10 pazienti con sclerodermia). I pazienti FM presentavano un numero inferiore di capillari, maggiori dilatazioni e alterazioni morfologiche rispetto ai controlli sani. Inoltre il flusso ematico periferico nei pazienti FM era molto inferiore a quello dei soggetti sani e paragonabile a quello dei pazienti sclerodermici. In conclusione questi dati suggeriscono che nei pazienti FM sono presenti alterazioni microcircolatorie e che le alterazioni morfologiche possono influenzare il loro flusso periferico (Morf S et al. Microcirculation abnormalities in patients with FM measured by capillary microscopy and laser fluximetry. Arthritis Res Ther 2005, 7: 209-16).


GENNAIO 2005
Antipsicotici atipici nella terapia della FM: una casistica trattata con olanzepina
Gli autori presentano una casistica di 25 pazienti FM trattati con olanzepina per un periodo di 3 mesi ad un dosaggio variabile da 2.5 a 20 mg al dì. 6 dei 14 pazienti che hanno completato lo studio (43%) hanno riferito un miglioramento da buono ad ottimo. In questi pazienti il dosaggio ottimale è risultato quello di 10 mg al dì. Il farmaco è stato poi sospeso in 11 pazienti (44%) per effetti collaterali, soprattutto per aumento ponderale (in 5 pazienti pari al 20%). L’efficacia di questo farmaco appare dunque buona, ma è oscurata da una non buona tollerabilità. (Rico-Villademoros F et al. Atiypical antipsychotics in the treatment of FM: a case series with olanzepine. Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 2005; 29(1):161-4 ).


DICEMBRE 2004
Autogestione della FM
Lo scopo del lavoro è quello di valutare l’efficacia di un programma terapeutico autogestito per la FM, basato su esercizi di attività motoria, rilassamento e terapia occupazionale. L’attività motoria era suddivisa in nuoto in piscina termale ed esercizi di ginnastica dolce 2 volte alla settimana per 6 settimane. 61 pazienti hanno completato il programma e sono stati confrontati con 68 controlli. Dopo 6 mesi dal termine del programma il gruppo trattato presentava differenze statisticamente significative nel controllo dei sintomi in generale, negli aspetti psicosociali e nella attività fisica, mentre non si era modificato il dolore (Cedraschi C et al. Fibromialgia: a randomized controlled trial of a treatment programme based on self menagement. Ann Rheum Dis 2004, 63: 290-96).


LUGLIO 2004
Aumento dei recettori periferici delle benzodiazeopine sui monociti nella FM
L’espressione dei recettori periferici per le benzodiazepine (PBR) è stata valutata in 20 pazienti FM mediante citometria a flusso sui monociti, linfociti e granulociti e confrontata con un gruppo di controllo. Una differenza statisticamente significativa è stata dimostrata nei monociti dei pazienti FM che presentavano un aumento dei PBR rispetto ai controlli. L’aumento dei PBR nella FM può essere correlato ad anomalie nella regolazione del dolore e può spiegare la risposta alle benzodiazepine in tale patologia. (Faggioli P et al. Increase in peripheral benzodiazepine receptors on monocytes in fibromyalgia. Rheumatology (Oxford) 2004 Jul.).


LUGLIO 2004
Ormone della crescita (GH) ed insulina sono elevati nei pazienti con FM, mentre è nella norma il fattore di crescita simil-insulinico (IGF-1)
I livelli di GH, IGF-1 ed insulina sono stati determinati in 32 pazienti FM normoglicemici ed in 29 controlli. Sono stati riscontrati valori molto elevati di GH nelle donne con FM rispetto ai controlli (p<0,001). I livelli di insulina sono invece risultati più elevati nei pazienti FM maschi (p=0.03). Nessuna differenza nei due gruppi di pazienti relativamente ai livelli sierici di IGF-1. Sulla base di questi risultati i livelli sierici basali di GH e di insulina potrebbero essere considerati markers della FM nei pazienti normoglicemici. (Denko CW, Malemud CJ. Serum growth hormone and insulin but not insulin-like growth factor-1 levels are elevated in patients with fibromyalgia syndrome. Rheumatol Int 2004 Jul.).


LUGLIO 2004
Aumento dei recettori periferici delle benzodiazeopine sui monociti nella FM
L’espressione dei recettori periferici per le benzodiazepine (PBR) è stata valutata in 20 pazienti FM mediante citometria a flusso sui monociti, linfociti e granulociti e confrontata con un gruppo di controllo. Una differenza statisticamente significativa è stata dimostrata nei monociti dei pazienti FM che presentavano un aumento dei PBR rispetto ai controlli. L’aumento dei PBR nella FM può essere correlato ad anomalie nella regolazione del dolore e può spiegare la risposta alle benzodiazepine in tale patologia. (Faggioli P et al. Increase in peripheral benzodiazepine receptors on monocytes in fibromyalgia. Rheumatology (Oxford) 2004 Jul.).


LUGLIO 2004
Ormone della crescita (GH) ed insulina sono elevati nei pazienti con FM, mentre è nella norma il fattore di crescita simil-insulinico (IGF-1)
I livelli di GH, IGF-1 ed insulina sono stati determinati in 32 pazienti FM normoglicemici ed in 29 controlli. Sono stati riscontrati valori molto elevati di GH nelle donne con FM rispetto ai controlli (p<0,001). I livelli di insulina sono invece risultati più elevati nei pazienti FM maschi (p=0.03). Nessuna differenza nei due gruppi di pazienti relativamente ai livelli sierici di IGF-1. Sulla base di questi risultati i livelli sierici basali di GH e di insulina potrebbero essere considerati markers della FM nei pazienti normoglicemici. (Denko CW, Malemud CJ. Serum growth hormone and insulin but not insulin-like growth factor-1 levels are elevated in patients with fibromyalgia syndrome. Rheumatol Int 2004 Jul.).


GIUGNO 2004
Una nuova opzione terapeutica per la FM: la terapia con ossigeno iperbarico
E’ stato condotto uno studio randomizzato controllato su 26 pazienti FM e su 24 controlli che sono stati sottoposti a terapia con ossigeno iperbarico per 15 sedute consecutive. Al termine del trattamento c’è stata una significativa riduzione del numero di tender points e del punteggio del dolore. In conclusione la terapiacon ossigeno iperbarico può avere un ruolo importante nella terapia della FM. (Yldiz S et al. A new treatment modality for fibromyalgia: hyperbaric oxygen therapy. J Int Med Res 2004 Jun; 32(3): 263-67).


GIUGNO 2004
ESTRATTI DAL CONGRESSO EULAR (LEGA EUROPEA CONTRO I REUMATISMI) TENUTOSI A BERLINO DAL 9 AL 12 GIUGNO 2004

  1. I pazienti con FM sono più depressi di quelli con altre malattie reumatiche?
    34 pazienti FM, 22 pazienti con malattie reumatiche definite e 66 controlli sani sono stati sottoposti a intervista neuro-psichiatrica (Mini-International Psychiatric Interview - M.I.N.I). Le caratteristiche dei 3 gruppi di soggetti erano confrontabili; solo l’età media dei pazienti FM era più bassa dei pazienti con malattie reumatiche, ma uguale a quella dei controlli. La prevalenza di depressione tra i controlli era pari a quella aspettata sulla base della letteratura. Non c’era alcuna differenza statisticamente significativa nella prevalenza di depressione tra i pazienti FM ed i pazienti con malattie reumatiche. In conclusione quindi la depressione ha la stessa frequenza nella FM e nelle altre malattie reumatiche: ciò è a favore di una origine reattiva della depressione sia nella FM che nelle altre malattie reumatiche (Baddoura RM et al. Do patients with fibomyalgia exhibit more depression than those with other chronic painful rheumatic disorders? Abstract SAT0180).

  2. FM in pazienti con osteopenia e osteoporosi
    La osteopenia è uno stato di decalcificazione ossea che precede la osteporosi conclamata. In questo studio sono stati esaminati 101 pazienti (89 donne e 12 uomini) affetti da osteopenia ed osteoporosi (50 osteoporosi e 51 osteopenia); la diagnosi di FM è stata fatta in 50 pazienti (49.5 %): 28/50 (56 %) con osteoporosi e 22/51 (43 %) con osteopenia. La conta dei tender points è risultata maggiore nel gruppo di pazienti con osteoporosi (p<0,05). In conclusione nei pazienti con osteopenia ed in particolare con osteoporosi è molto elevata la prevalenza di FM (Gurer G et al. Fibromyalgia sindrome in the patients who were determined osteopenia or osteoporosis. Abstract SAT0331).

  3. Efficacia della venlafaxina nel trattamento della FM
    32 pazienti FM sono stati randomizzati ad assumere amitriptilina 25 mg al dì o venlafaxina 75 mg al dì. Al termine delle 8 settimane di trattamento ambedue i farmaci hanno condotto ad un netto miglioramento di tutti i parametri esaminati. Il punteggio del dolore globale è però migliorato in misura maggiore nei pazienti trattati con venlafaxina. (Barman P et al. Efficacy of venlafaxine in tratment of fibromyalgia Abstract SAT0191).

  4. Elevata prevalenza di FM nei pazienti sottoposti ad elettromiografia per sospetto tunnel carpale
    Sono stati esaminati 67 pazienti consecutivi inviati ad eseguire la elettromiografia (EMG) nel sospetto di tunnel carpale; come gruppo di controllo sono stati utilizzati 54 soggetti che dovevano essere sottoposti ad EMG o doppler per altre patologie. 23 dei 67 pazienti con sospetto tunnel carpale erano affetti da FM (34 %), rispetto a 8/54 controlli (15 %). La FM era presente in 18/49 pazienti con EMG positiva (37 %) e in 5/18 con EMG negativa (28 %). Questo lavoro dimostra che la prevalenza di FM nei pazienti con tunnel carpale è elevata, si può quindi ipotizzare una associazione tra le due patologie. Questa correlazione può giustificare la frequenza di dolore e parestesie agli arti superiori nei pazienti FM. (Cimmino MA et al. High prevalence of fibromyalgia among patients undergoing electrodiagnostic studies for suspected carpal tunnel syndrome. Abstra ct SAT0174).

  5. Variazione del dolore ed altri sintomi nelle pazienti con FM durante il ciclo mestruale

In questo lavoro è stato studiato il rapporto tra il ciclo mestruale ed i sintomi della FM nelle pazienti prima della menopausa e le variabili cliniche sono state confrontate con quelle delle pazienti diagnosticate in post-menopausa. La casistica è composta da 64 pazienti pre-menopausa e 45 post-menopausa; in 39 pazienti con regolari cicli mestruali è stata valutata la variazione dei sintomi durante il ciclo. Risultati: la severità del dolore e degli altri sintomi non differiva nelle pazienti in pre e post menopausa; 20/39 pazienti pre-menopausa avevano un peggioramento dei sintomi durante il ciclo (51.3 %). Conclusioni: il peggioramento dei sintomi in oltre la metà delle pazienti durante il ciclo mestruale suggerisce una possibile associazione tra gli ormoni sessuali femminili ed i sintomi della FM. Tuttavia il fatto che non ci sia un peggioramento dei sintomi dopo la menopausa indica che ci sono in gioco anche altri fattori. (Pamuk ON, Cakir N. Variation of chronic widespread pain and other symptoms in fibromyalgia patients during menses. Abstract SAT0182).


MAGGIO 2004
La paroxetina migliora i sintomi della FM
Sono stati studiati 116 pazienti FM che sono stati randomizzati a ricevere paroxetina a dosaggio medio di 40 mg/die o placebo. Per risposta alla terapia si intendeva una riduzione di almeno il 25 % del Fibromialgia impact Questionnaire. Dopo 16 settimane il 57 % dei pazienti trattati con paroxetina ha dimostrato di rispondere al trattamento contro il 33 % dei pazienti trattati con placebo. Gli effetti collaterali sono stati lievi, ma superiori nel gruppo trattato con paroxetina (soprattutto xerostomia). (Masand P. 157 th Annual Meeting of American Psychiatric Association, 2004 May).


APRILE 2004
Inefficacia della terapia antivirale (valaciclovir) nella FM: studio randomizzato in doppio cieco
60 pazienti FM sono stati randomizzati a ricevere valaciclovir o placebo per 6 settimane. Nessuna differenza statisticamente significativa è stata documentata tra i due gruppi rispetto ai parametri considerati. In conclusione la terapia con antivirali non è indicata nella FM. (Kendall SA et al. No effect of antiviral (valacyclovir) treatment in fibromyalgia: a double blind, randomized study. J Rheumatol. 2004 Apr; 31(4): 783-84).


MARZO 2004
Familiarità nella FM
In questo studio sono stati raccolti dati su 533 parenti di 78 pazienti FM e su 272 parenti di 40 pazienti con Artrite Reumatoide (AR). I risultati dimostrano che la FM ha una aggregazione familiare molto forte: infatti il rischio relativo di avere FM nei parenti dei pazienti FM era 8.5 volte maggiore rispetto al rischio di avere AR dei parenti dei pazienti AR. Questi risultati hanno importanti implicazioni cliniche, ed i particolare la possibilità che fattori genetici siano coinvolti nella eziologia della FM e della sensibilità al dolore. (Arnold LM et al. Family study of fibromyalgia. Arthritis Rheum. 2004 mar; 50(3): 944-52).


OTTOBRE 2003
FM, epatite C e correlazioni con le citochine
La FM e la epatite C hanno in comune numerose caratteristiche cliniche, come l’astenia ed il dolore muscolare. Ci sono numerose evidenze che correlano le citochine alle manifestazioni somatiche muscoloscheletriche. Questa review discute le alterazioni delle citochine riscontrate nella FM ed in particolare l’aumento di: interleuchina-2 (IL-2), recettore della IL-2, IL-8, antagonista del recettore della IL-1, IL-6, gp-130, recettore solubile della IL-6, TNF-alfa. Oltre a ciò questa review descrive I meccanismi con i quali le alterazioni delle citochine nella FM e nella epatite cronica C possono produrre iperalgesia ed altri sintomi neuro-mediati attraverso l’espressione di recettori per le citochine sulle cellule gliali e recettori per gli oppiacei sui linfociti. Le citochine possono inoltre influenzare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA): IL-1, IL-6 e TNF-alfa lo attivano, mentre IL-2 e IFN-alfa lo inibiscono. Viene discussa l’associazione tra epatite C e FM. (Thompson ME, Barkhuizen A. Fibromyalgia, hepatitis C infection and the cytokine connection. Curr Pain Headache Rep 2003 Oct; 7(5): 342-47).


OTTOBRE 2003
Effetto del T’ai Chi sui sintomi della FM e sulla qualità della vita
39 pazienti FM hanno formato un gruppo che ha praticato T’ai Chi per un’ora due volte alla settimana per 6 settimane. Prima e dopo gli esercizi i pazienti hanno compilato il Fibromialgia Impact Questionnaire e il Short-Form-36. Al termine degli esercizi i questionari hanno rivelato un netto miglioramento dei sintomi della FM e della qualità della vita (Taggart HM et al. Effects of T’ai Chi exercise on fibromyalgia symptoms and health-related quality of life. Orthop. Nurs. 2003 Oct; 22(5): 353-60).


AGOSTO 2003
Effetto di una terapia combinata (ultrasuoni e correnti interferenziali) sul dolore e sul sonno nella FM
17 pazienti FM sono stati divisi in 2 gruppi: 1. CTPI: ultrasuoni e correnti interferenziali 2. SHAM. I pazienti sono stati valutati all’inizio e dopo 12 sedute di CTPI o SHAM. Al termine della terapia il gruppo CTPI ha presentato miglioramento significativo di tutti i parametri: dolore soggettivo ed oggettivo, sonno, rigidità mattutina e sonno non ristoratore. Questo studio dimostra che la combinazione ultrasuoni e correnti interferenziali può essere un valido approccio terapeutico nei pazienti FM (Almeida TF et al. The effect of combined therapy (ultrasoud and interferential current) on pain and sleep in fibromyalgia. Pain 2003 Aug; 104(3): 665-72).


AGOSTO 2003
Una base metabolica per FM e patologie correlate: il possibile ruolo della resistenza agli ormoni tiroidei

Da tempo è noto che i sintomi della FM possono essere associati all’ipotiroidismo. L’ipotiroidismo può essere classificato, come il diabete, in tipo I (assenza di ormoni) e tipo II (resistenza agli ormoni). La maggior parte di casi associati alla FM rientrano nel tipo II. La sindrome è reversibile con la terapia ed è solitamente ad insorgenza tardiva. Verosimilmente è più spesso acquisita che dovuta ad un recettore mutante. Ora che sembra esserci evidenza che la FM è dovuta ad una resistenza agli ormoni tiroidei, occorre dare risposta a 4 principali domande:
  1. E’ possibile trovare un marcatore bioumorale che aiuti la diagnosi?

  2. Quali altre sindromi simili alla FM possono avere come causa la ormono-resistenza?

  3. Come può essere acquisita la resistenza?

  4. Quali terapie si possono utilizzare basandosi su questo meccanismo?

Queste le possibili risposte:

  1. Evidenze preliminari suggeriscono che il dosaggio dell’acido ialuronico nel siero rappresenti un metodo semplice, poco costoso, sensibile e specifico per la diagnosi di fibromialgia

  2. Patologie che possono avere come causa la ormono-resitenza sono: Sindrome della stanchezza cronica, Sindrome della Guerra del golfo, Sindrome premestruale, Malattia da stress post-traumatico, Candidiasi sistemica, Disturbo bipolare, Sindrome miofasciale.

  3. La resistenza acquisita è spesso correlata ad una coagulopatia da consumo recentemente riconosciuta, la quale a sua volta sembra connessa ad infezioni croniche da micoplasmi o parassiti.

  4. Possibili terapie, oltre all’utilizzo di dosi soprafisiologiche di ormone tiroideo, sono gli anti-ipercoagulanti (eparina a basse dosi), farmaci insulino-sensibilizzanti, anti-infettivi e ialuronolitici (ialuronidasi).
(Garrison RL, Breeding PC. A metabolic basis for fibromyalgia and its related disorders: the possible role of resistance to thyroid hormone. Med Hypoteses 2003 Aug; 61(2): 182-89).

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